De André Vs. TV Heroes

Oggi utilizziamo il mezzo pubblico per un fine privato.

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Un po’ perchè non abbiamo molto tempo per un post vero, un po’ perchè questo lavoro ci piace, e un po’ perchè per un certo periodo chi vi scrive è stato ossessionato da “Non al denaro non all’amore né al cielo” di Fabrizio De André.
C’era qualcosa di incredibilmente affascinante e allo stesso tempo spaventoso in quelle storie. Ogni canzone era da masticare e digerire piano, accettando la fine mesta di ogni protagonista. E a un certo punto, in ogni canzone saltavano fuori citazioni e riferimenti al mondo del cinema, della TV e dei fumetti. Alle storie di quando eravamo dei nani divorastorie insomma. Per questo, a molte delle canzoni dell’album di Faber ispirato all’Antologia di Spoon River, abbiamo affiancato i personaggi e i mondi che ci riportavano alla memoria.
Questo lavoro non vuole essere una parodia. È invece il frutto del tempo passato ad ascoltare le storie cantate in questo disco. Un tentativo di legare due mondi, l’infanzia e la morte, per rendere meno spaventoso il fatto che un giorno saremo solo un corpo tra i tanti a dar fosforo all’aria

VINILI

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The Sgorbions Grew Up

La storia inizia con due amici, Jake Houvenagle e Brandon Voges, che un giorno se ne escono con una domanda esistenziale e una conseguente idea geniale:

“Te li ricordi i Garbage Pail Kids? Chissà che caz…spita di fine avranno fatto?”

e:

“Boh, se fossimo delle brave persone dovremmo creare una serie fotografica sui nostri vecchi beniamini, 30 anni dopo.”

Ora, siamo sicuri che sia andata più o meno così. E se anche voi vi state facendo una domanda e casualmente quella domanda è: “Chi cazzo sono sti Garbage Pail Kids?” vi illumineremo con piacere.

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Loro, sono loro.

In Italia chi ha più o meno 30 anni li chiamava Sgorbions e collezionava le loro figurine di nascosto dalla mamma. Gli Sgorbions erano dei personaggi trash-demenziali, prodotti dalla ToppsCompany e rilasciati per la prima volta nel 1985. Nascevano come una parodia dei Cabbage Patch Kids, quella serie di bambolotti osceni cresciuti sotto foglie di cavolo, però più putridi e fetidi dei pantaloncini di Nicko McBrain dopo il Rock in Rio.

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“Non porto nemmeno i boxer!”

Tutti questi particolari noi li sappiamo perché c’è Wikipedia, non pensate male.
Piuttosto guardatevi come sono cresciuti Adam Bomb, Barfin Barbara e amici, aspettando che Jake e Brandon ci regalino anche le versioni adulte dei loro cugini italiani Matteo Cappereo, Marcello Sbudello e Lorenzo Fetenzo.

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Photographer W. Brandon Voges (Bruton Stroube Studios) Concept Jake Houvenangle Retouching Jordan Guance (Bruton Stroube Studios) Producers Tony Biaggne, Matt Siemer and Sherry Tennil (Bruton Stroube Studios) Assistants Steve Eschner (Bruton Stroube Studios) Mandi Kohlmeier (Bruton Stroube Studios) Stacy Collier Hair/Makeup Julie Dietrich (Talent Plus) Priscilla Case (Talent Plus) Props/Wardrobe Cathy Rauch (Bruton Stroube Studios) Food/Barf Styling Cathy Chipley (Bruton Stroube Studios) Set Builder/Rigging Bill Stults (Bruton Stroube Studios)

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(via: Juxtapoz.com)