Craig Davison’s Star Wars Paintings

Siamo stati via per un po’.

Vorremmo dirvi dove siamo andati e cosa abbiamo fatto, ma siamo in pieno risparmio di energie prenatalizio e non abbiamo proprio voglia di inventarci stronzate. Però possiamo dirvi cosa abbiamo visto, abbiamo visto Star Wars ep. VII.

Volevamo fare un post di critica, una recensione ricca di spoiler, per fortuna poi siamo incappati in questo incredibile lavoro di Craig Davison e abbiamo deciso di proporvelo.

Operazione Nostalgia ALERT.

Chi dice di non amare Star Wars rientra, a nostro modesto avviso in due categorie: quelli che non l’hanno mai visto per davvero, e quelli senza cuore che dicono di non averlo visto perchè è figo. Se i primi possiamo, in qualche modo, anche scusarli e cercare di rimetterli sulla retta via, per i secondi non c’è salvezza. Siete dei poser del cazzo, alla stregua degli hipster, dei vegani e dei vegani-hipster.

Quelli di voi che invece hanno visto e amato Guerre Stellari, verseranno una lacrima su queste illustrazioni fatte di calzoncini corti, ginocchia sbucciate e pistole laser fatte col lego. Insomma, chi di voi, a 8 anni, non ha passato le nottate estive in spiaggia a roteare una torcia come se fosse una fottutissima spada laser, non ha davvero vissuto.

E allora tiratevi su bene i calzini di spugna, mettetevi una pentola in testa per deflettere i laser e godetevi questi Star Wars Paintings.

 

 

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De André Vs. TV Heroes

Oggi utilizziamo il mezzo pubblico per un fine privato.

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Un po’ perchè non abbiamo molto tempo per un post vero, un po’ perchè questo lavoro ci piace, e un po’ perchè per un certo periodo chi vi scrive è stato ossessionato da “Non al denaro non all’amore né al cielo” di Fabrizio De André.
C’era qualcosa di incredibilmente affascinante e allo stesso tempo spaventoso in quelle storie. Ogni canzone era da masticare e digerire piano, accettando la fine mesta di ogni protagonista. E a un certo punto, in ogni canzone saltavano fuori citazioni e riferimenti al mondo del cinema, della TV e dei fumetti. Alle storie di quando eravamo dei nani divorastorie insomma. Per questo, a molte delle canzoni dell’album di Faber ispirato all’Antologia di Spoon River, abbiamo affiancato i personaggi e i mondi che ci riportavano alla memoria.
Questo lavoro non vuole essere una parodia. È invece il frutto del tempo passato ad ascoltare le storie cantate in questo disco. Un tentativo di legare due mondi, l’infanzia e la morte, per rendere meno spaventoso il fatto che un giorno saremo solo un corpo tra i tanti a dar fosforo all’aria

VINILI

When Kubrick Says No. (to Saul Bass)

Diciamocelo, Stanley Kubrick era uno un po’ difficilotto.
Non stupisce quindi leggere i suoi commenti noiosetti in calce alle proposte per i visual di The Shining, se non fosse che l’artefice di quei visual era, nientepopòpopopò di meno che
Saul Bass.

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Ma come ti permetti?

Se vi state chiedendo: “Chi scusa?” vergognatevi e andate a studiare qui.
In ogni caso, il vecchio Stanley deve aver pensato:

“Ho voglia di rompere le palle al più grande artista in circolazione per questo lavoro… Chi posso chiamare?”

Non lui, Stanley. Non lui...

Non lui, Stanley. Non lui…

Ecco spiegati i commenti del tipo: “Gneeee, nonlossòòòò mi pare difficile da leggere…”
Una roba alla “Bello, ma facciamo il logo più grande…” degna del peggior cliente della più paziente agenzia di comunicazione del mondo.

Le foto sono di Bobby Solomon, i disegni (e la sicura incazzatura) di Saul Bass.
Le rotture di coglioni di Mastro Kubrick.

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(via: it’s nice that)